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Enrico
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Campania


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Inserito il - 07 lug 2009 : 21:10:17   Permalink alla discussione Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
L'articolo porta la firma di Claudio Baldessari ex direttore della rivista FISI "Sport Invernali" sotto la presidenza Coppi, per cui le dichiarazioni vanno sicuramente filtrate. Tuttavia a parte le ormai note critiche avanzate (senza mai nominare il diretto interessato) all'attuale dirigenza federale, ci sono delle considerazioni che a mio giudizio possono ingenerare una riflessione utile sullo stato della cosa pubblica FISI. In particolare segnalo il capoverso finale dell'articolo.
Buona lettura

LA FISI E' QUASI IN COMA, CONSIGLI PER RISUSCITARLA

Ha perso fiducia e credibilità. Grazie ad alcuni personaggi piuttosto discutibili, è oggi considerata pochissimo anche da parte di quegli operatori che nella montagna invernale hanno visto la possibilità di realizzare prospettive interessanti

Latitano gli organi di informazione: quelli specializzati sono a caccia di pubblicità

Con l'attuale situazione dei vertici, diventa essenziale una modifica dello Statuto

di Claudio Baldessari

5 LUGLIO - La Fisi è quasi in coma: anch’io, per dirla con Woody Allen, non mi sento per niente bene. Uomini appassionati, volonterosi, capaci e impegnati hanno dominato la storia della Federazione Italiana Sport Invernali per quasi un secolo. Producendo risultati che sono patrimonio certo dello sport italiano. In campo agonistico, nei vastissimi orizzonti degli sport amatoriali della neve ed in quelli della realtà turistica sulla Montagna invernale del nostro Paese. Paese che è montagna – forse molti non lo sanno – per oltre il 50% del suo territorio. Un patrimonio, l’universo invernale italiano, costruito dal lavoro paziente e appassionato di alcune generazioni, che hanno dedicato fantasia, impegno e idee a questa realtà. Perché credevano nella vita e nel valore aggiunto della pratica sportiva di ogni livello e grado. Cosa che ha contemporaneamente permesso il riscatto della nostra montagna, dove ha portato il benessere per tante famiglie e attirato l’interesse di molti operatori economici.

Operatori che nella montagna invernale hanno visto la possibilità di realizzare prospettive decisamente interessanti. Merito certo di quelle persone che all’inizio del Novecento hanno intravisto, valutato e proposto orizzonti che a quei tempi potevano sembrare quasi assurdi. E negli anni del dopoguerra gli Sci Club hanno offerto supporto efficace al superamento anche per l’emergenza educativa, perché la collettività sociale riesce a offrire significato e spiegazione a non pochi dei grandi interrogativi della vita. E l’Istituzione Fisi è un quadro dipinto, pure in questa prospettiva, con la maggior parte delle sfumature possibili.

Oggi la fiducia e le certezze di un tempo nella FISI sembrano venute meno. Di sicuro perché l’egoismo umano porta a dimenticare sia il passato che i meriti di quanti si sono impegnati per gli interessi ed il bene della collettività; ma anche perché nei ruoli guida dell’Istituzione, dalla realtà più piccola delle società affiliate, a quella delle strutture periferiche provinciali e regionali, ai vertici che governano la Federazione, sono arrivate anche persone non sempre all’altezza delle diverse situazioni. E naturalmente hanno trovato il solito gruppo di seguaci, Bamba, tontoloni o interessati, sempre pronti a fare loro la «ola».

Così, mentre da una parte gli aspetti positivi dello sviluppo hanno camminato e continuano a camminare, in ambito federale si sono fatti largo uomini che hanno reso sempre più difficile l’accordo pacifico e sereno fra quanti sono interessati all’importante realtà della montagna invernale italiana. Comprese le Istituzioni competenti, impegnate nei vari settori, in particolare quello della salvaguardia dallo sfruttamento indiscriminato delle stupende risorse naturali disponibili.

La Fisi, grazie ad alcuni personaggi piuttosto discutibili, è oggi considerata pochissimo. Oppure appena, appena tollerata per alcune sue competenze in campo agonistico; quasi nulla nell’importante azione per la promozione della sicurezza sulle piste di sci e nell’insieme della realtà invernale sulla nostra montagna. Purtroppo i comportamenti di alcuni personaggi hanno seminato soprattutto insoddisfazioni e coltivato sia contestazioni che rancori in seno alle varie parti della collettività istituzionale o in quelle comunque interessate a questa realtà. Oltre ad avere creato disagio in quanti dovrebbero collaborare serenamente e in perfetto accordo con la Federazione, avendo interessi importanti nel mondo della neve. Si è così perso di vista l’importante legame di reciproca utilità: operatori da una parte e Istituzione dall’altra. Che non è una conquista.

Il mondo della neve andrà avanti di sicuro anche per conto suo e affronterà le nuove occasioni, le nuove sfide e le nuove eventuali difficoltà. E la Fisi? Per colpa di qualcuno pare proprio destinata ad essere relegata nel museo dei ricordi, già zeppo di valori bellissimi, forse dimenticati o che non interessano più di tanto la realtà attuale. Proprio per colpa di quelle persone che hanno approfittato di un momento di sbandamento e scollamento delle società affiliate nelle varie regioni del Paese. Persone dotate di scarsa onestà intellettuale, per le quali non importa ragionare ma avere ragione ad ogni costo.

Però l’arroganza non paga e le circostanze hanno così quasi azzerato quel senso di appartenenza che in passato rendeva orgogliosi i possessori della tessera Fisi e le società affiliate con il maggior numero di tesserati. Quel senso di appartenenza che, se non viene attivato e sollecitato opportunamente, pure con l’offerta di qualche vantaggio significativo, si perde nel nulla soprattutto nella realtà delle nuove generazioni. Incapaci di apprezzare un valore che ovviamente non conoscono. E anche parecchi di quanti li hanno preceduti cominciano ad apprezzarlo solo adesso che capiscono di averlo perduto. È un valore che va assolutamente recuperato nella sua dimensione più ampia possibile. Facendo molta attenzione alla collettività dei tesserati attuali: dispersa e sfiduciata perché limitata, poco considerata se non addirittura dimenticata. Pensando alla battuta del grande Totò «Ogni limite ha la sua pazienza». Perbacco! Ma è giusto rassegnarsi ed aspettare la Caporetto della Federazione Italiana Sport Invernali?

Un grande contributo per impedire tale situazione e dare una mano alla rinascita della Fisi potrebbero darlo gli organi d’informazione. Purtroppo quelli cosiddetti specializzati sono solo a caccia di pubblicità – grande finanziaria della stampa – così inventano tirature e diffusioni indimostrabili e maneggiano pericolosamente l’informazione come arma deterrente, pro o contro qualcuno. Mentre nei quotidiani e nelle testate più importanti, come ricordava Giorgio Bocca tempo fa sull’Espresso, «Siamo alla confusione delle lingue come ai tempi di Babilonia. E i comunicatori che vivono nel mondo degli inganni del consumismo devono saper mentire con grande mestiere».

Cosa possiamo ancora pretendere o sperare se – sono sempre parole di Bocca – «La confusione regna sovrana e le contraddizioni di chi informa danno capogiro e nausea». Per questo la collettività è disorientata e brancola nell’incomprensibile buio creato proprio dall’informazione. E molti giornalisti specializzati fanno lo sciopero dell’intelligenza, che unito ai goffi tentativi scentrati di certi signori nessuno dell’ambiente federale, che usano parlantine imparaticce incapaci di arrivare a conclusioni accettabili, con le loro carenze psicologiche e i loro complessi hanno prodotto il vuoto assoluto attorno agli scenari istituzionali della neve

Le prospettive, nonostante qualche scossone – che però non riesce a rompere con decisione l’accerchiamento – sono ancora molto incerte. Nonostante sia riconosciuto che la realtà della neve, per molti uomini e donne di ogni età e ceto sociale, è una realtà in cui è possibile ritrovare veramente se stessi. Soprattutto nella considerazione che, nonostante il momento economico difficile attuale, siamo oggi passati dalla voluttuarietà dello sci per le sole classi ricche del passato alle molte classi dove i redditi, da tempo, si sono più elevati di un tempo. Mentre l’Istituzione federale e le società affiliate hanno la possibilità di offrire anche ai meno abbienti la possibilità di ritrovare se stessi negli scenari della neve. Evitando la spersonalizzazione e la mortificazione legata agli schemi di organizzazione collettivistiche. Sulle quali certa politica ha già posto alcune ipoteche. Ed è anche in questa prospettiva che la Federazione Italiana Sport Invernali potrebbe correre qualche grosso rischio. Lasciando che altri ne approfittino per influire sulle scelte individuali dei cittadini e legarli ad orizzonti politici ben precisi.

I presidenti delle società affiliate, tutti i presidenti, dovrebbero attivarsi per evitare che la Federazione finisca come certe aziende di Stato dove regna solo il dogmatismo e la mancanza di originalità. La Federazione ha bisogno di professionalità, cioè di uomini da porre nei posti guida che abbiano un determinato bagaglio di conoscenze e preparazione, accompagnati dalla volontà di impegnarsi eticamente per il conseguimento di tutti gli obiettivi istituzionali possibili.

Oggi è necessario un momento di approfondimento con un corretto esame critico della situazione nei vertici Fisi attuali. Per valutare e discutere serenamente su certi punti molto delicati ma importanti e irrinunciabili di questa realtà. Soprattutto per proporre una modifica dello Statuto che consenta il voto a tutti i tesserati. Con nuove norme per mettere in competizione più soggetti, disposti a guadagnarsi il consenso dell’intera collettività federale per pensare di aspirare alle cariche federali.

Il voto di tutti i tesserati si può benissimo realizzare per posta, risparmiando le inutili spese di altrettanto inutili assemblee delle società affiliate. Assemblee dove sono state ratificate decisioni già prese dalle poche persone che si erano appropriate del potere. Potere che oggi va decentrato, nel rispetto di concetti democratici che debbono essere base indiscutibile di questa importante Istituzione.

Contemporaneamente potrebbe essere risolta la questione dell’assicurazione RC e infortuni, collegata alla tessera Fisi, secondo precisi accordi tra la Federazione e l’ANIA (Associazione Nazionale Italiana Assicuratori), come previsto dalla legge 363. Con una diversificazione della quota tra agonisti, amatori e turisti. Per le prime due categorie ovviamente la considerazione dei rischi anche per l’agonismo. Questo potrebbe costituire la premessa indispensabile per chiedere allo Stato la possibilità di portare la quota tessera in detrazione dalle tasse. Un vero grande aiuto economico per la realtà dei tesserati Fisi e, conseguentemente, anche per la Federazione.

Con questi capisaldi sarà più facile ottenere pure qualche importante benefit, opportunamente studiato e valutato. Cosa che darebbe un valore nuovo, decisamente interessante, alla sottoscrizione della tessera Fisi da parte di tutti gli sciatori italiani. Anche la richiesta per la modifica dello Statuto può essere realizzata senza costi, cioè per posta con la presentazione di richiesta scritta, indirizzata al Consiglio federale. Richiesta valida se espressa dai Presidenti delle società aventi diritto a voto, purché si raggiunga il tetto della metà più uno dei voti complessivi delle società rappresentate.

Ad una amico che gli chiedeva come fossero gli italiani, Thomas Mann disse che li aveva visti «Seduti sul loro passato, orgogliosi ma inattivi nel presente e intenti a scrutare un orizzonte di sacre macerie». La Fisi, soprattutto i Presidenti delle società affiliate, potrebbero smentire il grande scrittore tedesco. Almeno per quanto riguarda la realtà della neve. La sua rifondazione potrebbe essere una straordinaria occasione anche per avvicinare soggetti ancora distanti dalla Federazione.

Al mio segnale scatenate l'inferno ("Il gladiatore" di R. Scott)

Mirkovic
Cristiania


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Inserito il - 07 lug 2009 : 21:32:21   Permalink al post Invia a Mirkovic un Messaggio Privato Aggiungi Mirkovic alla tua lista di amici  Rispondi Quotando

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brunodalla
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Inserito il - 07 lug 2009 : 21:35:28   Permalink al post  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di brunodalla Invia a brunodalla un Messaggio Privato Aggiungi brunodalla alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
pesantucce le parole sugli organi di informazione specializzati.
per il resto direi cose già risapute. sappiamo la malattia, ma della cura neanche l'ombra, o meglio, il dottore latita.

brunodalla
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Mirkovic
Cristiania


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Inserito il - 07 lug 2009 : 21:44:45   Permalink al post Invia a Mirkovic un Messaggio Privato Aggiungi Mirkovic alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Intanto sul sito f.i.s.i compare questo articolo.


La F.I.S.I. chiude il bilancio 2008 in attivo: recuperati quasi 9 milioni sotto la gestione Morzenti
Il Consiglio Federale tenutosi a Milano ha approvato il bilancio del 2008, che ha rispettato il Business Plan approvato dal CONI relativo al risanamento economico e finanziario della F.I.S.I.. L’esercizio chiude con un utile di € 1.410.925, tale risultato è stato ottenuto grazie ai proventi derivanti da sponsorizzazioni per un totale di € 6.141.806 e dai diritti televisivi nazionali ed internazionali per un totale di €1.625.000. Un risultato non prevedibile al momento dell’elezione a Presidente di Giovanni Morzenti risalente a poco più di due anni fa, quando fra debiti, impegni per l’attività e contenziosi, il passivo ammontava a circa 9 milioni di euro.

Il risultato ottenuto assume un significato ancora più rilevante grazie ad un’oculata gestione sia nelle entrate ma soprattutto nella gestione delle uscite. Il valore complessivo delle entrate è stato pari ad € 20.407.305, di cui € 18.335.804 derivanti dall’Attività Centrale (preparazione olimpica ed agonistica ad alto livello) ed € 2.071.501 derivanti dall’Attività Territoriale (con riguardo ai Comitati Regionali, Comitato Provinciali e Società), con un incremento complessivo dell’11% rispetto all’anno 2007, a fronte di un risultato operativo di € 19.098.000.

In vista dell’appuntamento olimpico di Vancouver 2010, la F.I.S.I. ha ulteriormente consolidato il rapporto con il main sponsor AUDI, e avviato una serie di proficue collaborazioni . Grazie all’impegno economico di Poste Italiane è stato possibile organizzare il premio “Atleta dell’anno F.I.S.I” a Roma e i Campionati Italiani Allievi e Ragazzi a Sestola; con il sostegno di Eni è stato allestito lo “Chalet Italia”, punto di ritrovo della Nazionale Azzurra durante i Mondiali di sci alpino in Val d’Isère; Trentino S.P.A. ha sponsorizzato la rinnovata Tessera Federale ed ospita gli atleti delle varie discipline sia durante la preparazione estiva a Rovereto nell’ambito dell’iniziativa “Da Rovereto a Vancouver 2010”, sia durante la stagione invernale a Pozza di Fassa per gli allenamenti delle squadre di sci alpino; San Benedetto del Tronto offre le sue strutture per i raduni di diverse squadre nel periodo estivo; Ratiopharm ha investito nel progetto Pianeta Giovani, mentre Mapei mette puntualmente a disposizione i propri macchinari per le valutazioni fisiche degli atleti delle varie discipline.

La stagione 2008/09 ha accresciuto la visibilità televisiva degli sport invernali. La Coppa del mondo di sci alpino ha generato oltre 478 milioni di spettatori cumulativi, quella di sci di fondo è arrivata a 160 milioni di utenti, mentre le rassegne iridate hanno registrato incrementi pari al 20% rispetto alle edizioni precedenti.

Per quanto riguarda la titolarità dei diritti televisivi relativi alle gare italiane, attualmente i Comitati organizzatori lasciano una quota del 28% alla Federazione. Nel rinnovo - per il periodo che va dal 2011 al 2016 - del contratto-quadro fra F.I.S.I. e Infront, l’agenzia che commercializza i diritti della Coppa del mondo di sci, è previsto che i diritti televisivi rimarranno alla F.I.S.I., mentre si aprirà un tavolo con i Comitati organizzatori per la definizione dei diritti promo-pubblicitari.

Dati che testimoniano, in modo emblematico, quale sia la caratterizzazione della gestione federale che destina ben il 78% delle proprie risorse all’attività sportiva centrale e periferica e che è proiettata per il 2009 ad una maggiore attenzione verso queste attività. A tal proposito è da sottolineare come, sotto la gestione del Presidente Morzenti, siano stati pagati con regolarità e puntualità gli stipendi di tutti gli staff tecnici delle varie discipline che sono gestiti direttamente dalla F.I.S.I.. Agli allenatori sono stati assicurati contratti di due anni e consegnate loro carte di credito personalizzate, telefoni aziendali e tessere stradali per le rispettive attività, senza più anticipare come in passato soldi di tasca propria.

Inoltre la Federazione è attenta nel soddisfare le esigenze delle diverse squadre, come ad esempio la trasferta in Sudamerica nel prossimo agosto dei gruppi di sci alpino, il cui viaggio sarà in gran parte sostenuto attraverso le casse federali. Al viaggio parteciperanno anche gli atleti del Pianeta Giovani Ratiopharm, i ragazzi sui quali si sta costruendo il futuro dello sci italiano. Nato solamente da un paio d’anni, il gruppo sta già ottenendo risultati lusinghieri, come testimonia il primo posto nel medagliere dei Mondiali juniores di Garmisch con sette medaglie.

Proprio per questo motivo l’attenzione della Federazione sull’attività giovanile è massima: nel 2009 verrà elargito un contributo economico sia alle società (non avveniva da 6 anni) che ai Comitati Regionali (non avveniva da 3 anni). E pure il tesseramento ha registrato un’inversione di tendenza rispetto al passato, con un significativo aumento dei tesserati. A tal proposito la F.I.S.I. ha saldato con il Gruppo Generali le pendenze relative alla responsabilità civile e agli infortuni degli anni passati e sta sviluppando una serie di ulteriori convenzioni. Grande importanza investe la ricerca scientifica, che prosegue l’attività di collaborazione con la Ferrari per quanto riguarda bob, slittino, skeleton e salto al fine di migliorare l’efficienza aerodinamica e la misurazione delle prestazioni in termini oggettivi e quantitativi.

In conclusione, gli indirizzi formalizzati dal CONI per il contenimento delle spese appaiono recepiti ed ampliamente applicati, tenuto conto che il primo obiettivo del programma di ripianamento delle perdite federali è stato raggiunto in quanto l’esercizio 2008 si chiude con un utile di € 1.410.925. Rimane da restituire al Coni parte del prestito di tre milioni di euro concesso circa due anni fa e per il definitivo risanamento finanziario, economico e organizzativo occorreranno ancora un paio d’anni, ma la strada è tracciata.

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brunodalla
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Inserito il - 07 lug 2009 : 22:56:29   Permalink al post  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di brunodalla Invia a brunodalla un Messaggio Privato Aggiungi brunodalla alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
leggendo i due articoli uno dopo l'altro si capisce che cozzano violentemente, appunto uno contro l'altro. quale sarà la verità?
non ho motivo di dubitare di un bilancio approvato (anche se ad onor del vero lo erano anche quelli della parmalat....) per cui sembra che finanziariamente la fisi abbia imboccato la strada giusta....mi correggo, obbligata.
ma forse, come si capisce dal primo articolo, a scapito dei rapporti interpersonali con i vari attori degli sport invernali, come fa intravedere la querelle con i comitati organizzatori sui diritti tv (ancora irrisolta).

brunodalla
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larousse
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Estero


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Inserito il - 07 lug 2009 : 23:19:33   Permalink al post Invia a larousse un Messaggio Privato Aggiungi larousse alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
...comunque quest'anno il volo per la trasferta in sudamerica sarà pagato dagli stessi atleti......! gli atleti giovani del gruppo ratiopharm non gravano sulle casse fisi ma si autofinanziano....
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emanueza
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Inserito il - 08 lug 2009 : 08:15:40   Permalink al post  Visita l'Homepage di emanueza Invia a emanueza un Messaggio Privato Aggiungi emanueza alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
per la cronaca ricordo che a Skipass 2007, prima apparizione pubblica del presidente Morzenti, ha pubblicamente annunciato la querela al direttore di questa rivista, probabilmente la stessa persona che ha scritto l'articolo,...la saga continua!

MI SON VENETO...E TI?

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Enrico
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Inserito il - 08 lug 2009 : 11:00:56   Permalink al post Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
La rivista Race ha dato stamattina sul proprio sito web ampio risalto al comunicato stampa FISI, che Mirkovic ha già allegato, dichiarando che nei prossimi mesi si impegneranno per controllarlo.
--------
"Fisi, che bilancio

08/07 | di Redazione|

Leggendo il comunicato stampa c'è da strabuzzare gli occhi: "La Fisi chiude il bilancio 2008 in attivo: recuperati quasi 9 milioni sotto la gestione Morzenti". Si parla di "un utile di € 1.410.925, ottenuto grazie ai proventi derivanti da sponsorizzazioni per un totale di € 6.141.806 e dai diritti televisivi nazionali ed internazionali per un totale di € 1.625.000", e poi ancora del fatto che "nel 2009 verrà elargito un contributo economico sia alle società (non avveniva da 6 anni) che ai Comitati Regionali (non avveniva da 3 anni). E pure il tesseramento ha registrato un’inversione di tendenza rispetto al passato, con un significativo aumento dei tesserati". Un quadro quasi idilliaco che si scontra con certe dichiarazioni di atleti o presidenti regionali che invece hanno espresso perplessità e soprattutto manifestato le difficoltà nell'andare avanti. Raccogliamo quello che ci dice la Federazione e speriamo davvero sia così: nel frattempo andremo a vederlo, questo bilancio per capire come stanno le cose."

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brunodalla
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Inserito il - 08 lug 2009 : 19:51:50   Permalink al post  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di brunodalla Invia a brunodalla un Messaggio Privato Aggiungi brunodalla alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
io spero che la rivista race mantenga l'attenzione giornalistica su questo bilancio, anche per rispondere a quello che c'è scritto nell'articolo di baldessari sulla stampa specializzata di settore.

brunodalla
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Inserito il - 09 lug 2009 : 17:33:38   Permalink al post  Visita l'Homepage di Admin Invia a Admin un Messaggio Privato Aggiungi Admin alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Ne stiamo parlando anche noi:

http://www.fantaski.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=17292

e "l'attenzione" può essere messa da tutti: procuriamoci il bilancio e facciamoci una discussione-fiume
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magimail
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1860 Messaggi

Inserito il - 10 lug 2009 : 16:48:33   Permalink al post Invia a magimail un Messaggio Privato Aggiungi magimail alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Guardate, non voglio entrare nella solita discussione, poi finisce che mi si accusa di averla con Morzenti bla e bla.
Ma su Fantaski News, sotto il post di Pavesi sui Diritti Televisivi alle località Organizzatrici, si capisce subito come le "sparano" in Via Piranesi.
Se tanto mi dà tanto, come danno per acquisito il 100% dei diritti, stessa misura avranno usato per i bilanci attivi.....
Ma se in un anno hanno rimesso a posto la situazione in questo modo, perchè non mandano il loro Economista al posto di Tremonti????

Mauro B.
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Enrico
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Inserito il - 03 set 2009 : 11:14:15   Permalink al post Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Nuovo articolo di Baldessari pubblicato da www.fondoitalia.it
consiglio la lettura come stimolo di riflessione sulle cose federali, anche se non mi trova del tutto d'accordo sul tipo di modifiche proposte sullo statuto federale.
buona lettura.
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FISI: RISCRIVERE LO STATUTO E VOTO AI TESSERATI. PERCHE’?

All’interrogativo risponde Claudio Baldessari. I motivi sono tanti e interessano una collettività che viene scavalcata da alcuni Comitati che decidono per tutti chi deve stare al comando, rendendo impossibile una scelta partecipata dalla base

Potere concentrato in poche mani: facile da manovrare ma cosa assai pericolosa

Proposta: Senato di persone al di sopra di ogni sospetto, elette democraticamente

di Claudio Baldessari

1 SETTEMBRE - Perché riscrivere lo Statuto FISI e dare il voto ai tesserati? Perché imperativo morale e necessità della ragione. Per evitare che “armatori” del vascello Fisi siano solo alcuni Comitati che decidono per tutti chi deve essere al comando. Per aprire gli orizzonti sul futuro di una Fisi, diventata, causa alcuni pensatori deboli, sinonimo di mediocrità e debolezza.

Riscrivere lo Statuto perché sia possibile stare da una parte sola: la collettività dei tesserati. E non sono le cornacchie o gli uccelli del malaugurio a chiedere di farlo, ma buona parte della realtà federale pensante che vuole una democrazia partecipata e non l’attuale realtà difficile da leggere e interpretare.

Riscrivere lo Statuto perché la dirigenza federale sia scelta dal basso, per una spinta al cambiamento e all’ammodernamento. Per permettere alla collettività di valutare i candidati in base alla misura dei loro meriti e così evitare schieramenti contro qualcuno e mai per il bene di tutti. Per aprire una nuova stagione di innovazione e restituire alla Fisi dignità, autorevolezza e aiutarla ancora a crescere; perché senza crescita ogni obiettivo di equilibrio e prospettiva si allontanerà sempre di più. E la perdita di tesserati degli ultimi anni ne è prova indiscutibile.

Per questo molti, causa l’andazzo, hanno scordato che la Fisi ha aiutato il popolo delle montagne italiane a capitalizzare il grande tesoro – del quale disponeva ma non era valorizzato – del turismo e degli sport invernali; prima promuovendo la realtà della neve poi cooperando alla produzione del reddito derivante; cosa che nessuno può ignorare o fingere di dimenticare.

Modificare lo Statuto per garantire stabilità e porre con democrazia il potere di scelta nelle mani di tutti i tesserati maggiori di 18 anni. Perché alla guida dell’Istituzione non arrivino profeti dell’aria fritta, ma chi è capace di elevare, rispettare e far prosperare la realtà istituzionale. Per stabilire opportuni limiti, disciplinare in termini precisi l’esercizio del potere e riproporre i valori del passato. Per evitare che al comando finiscano personaggi che hanno preso la Fisi come vetrina per tromboni, o dirigenti per caso, che vedono solo le loro ambizioni e il personale tornaconto come unici interessi del loro impegno.

Così hanno gestito la Federazione in modo irresponsabile, mai finalizzato al raggiungimento del bene comune ed agli interessi della collettività; ispirandosi solo a pretese autoritarie e non sempre legali. Accompagnati da una informazione mediatica poco corretta e responsabile, faziosa e ispirata solo al sensazionalismo e allo scandalismo; favorendo così la confusione, i pregiudizi, le ostilità, alimentato il disordine e orientato in modo completamente sbagliato la collettività.

Il potere concentrato in poche mani è facile da manovrare ma cosa assai pericolosa. Così la Federazione si è trovata imprigionata in discutibili corporativismi e posizioni di rendita solo per pochi. Dimenticando che uno degli scopi principali della sua realtà è anche quello di educare alla partecipazione e alla democrazia, senza furori e senza crociate. Per coinvolgere giovani e meno giovani in una realtà complessiva dove Consiglio Federale, Comitati e Società affiliate collaborano in un rapporto di vera fiducia. In una gestione che, riconoscendo la centralità del tesserato, lo guida alle trasformazioni della modernità, con le sue tradizioni e le innovazioni. Ricordando che la verità è sempre negli uomini che hanno idee, possono esporle e discuterle.

Se è dalle relazioni che si può giudicare la salute di un’Istituzione, si è oggi costretti a pensare che la Fisi è molto, molto ammalata e chi la guida pare inconsapevole di essere l’artefice di un protocollo per “regolarne la fine”, complici indifferenti gli altri interessi in campo. Così saranno altri Paesi, che hanno montagne, a far respirare la loro economia negli orizzonti della neve.

Si obietterà che tutto è filato per tanti anni; perché fa comodo non ricordare o dimenticare alcune situazioni del passato, e non si pensa che oggi è necessario cambiare perché anche il mondo è cambiato. O, meglio ancora, perché siamo sempre più condizionati dalla realtà vera dell’uomo: che a volte appare come un angelo, altre decisamente una bestia.

Abbiamo dimenticato che l’innocenza e la purezza le abbiamo perse già quando i primi esseri umani, Adamo ed Eva, sono stati cacciati dal Paradiso terrestre per il loro comportamento fuori dalle regole? Il relativismo etico di oggi tende a giustificare qualsiasi azione e qualsiasi errore. Così, se non è sollecitata da qualcuno, manca nella collettività la volontà di interrogarsi su ciò che è giusto e corretto, sulla base di verità consolidate.

E troppi sono quelli che parlano solo per dimostrare che esistono. È sotto gli occhi di tutti, quindi indiscutibile, che norme e regole del passato – oggi ancora attuali – hanno permesso di costruire sistemi di governo federale spesso incapaci di risolvere i problemi del momento e hanno demolito la credibilità dell’Istituzione costruita con tanto impegno e fatica.

Il potere del Presidente è eccessivo e pericoloso perché il vertice Fisi è stato spesso concordato e designato, sottobanco, prima dell’Assemblea elettiva, quindi a priori, in modo discutibile. Vertice accompagnato da consiglieri, anche molti di loro concordati a priori, che pretendono di essere maestri di pensiero fortemente ideologizzati su determinate realtà. La situazione attuale va assolutamente indagata dal punto di vista soprattutto morale, per evitare che un’istituzione importante, che non ha fini di lucro, diventi opportunità per lucrare a favore delle ambizioni di qualcuno.

Con uno Statuto modificato, il Consiglio federale, ridotto rispetto all’attuale, integrato da un eventuale Senato composto da persone al di sopra di ogni sospetto elette democraticamente. Convocati in un unico contesto, quale occasione di discussione e confronto tra chi governa e la collettività con le sue istanze, i desideri e le necessità presentate dai diversi senatori e consiglieri provenienti dalle varie regioni e realtà economiche del Paese interessate alla realtà invernale.

Tra i senatori anche personalità diverse, ovviamente tesserate Fisi, ma non necessariamente dalle società affiliate o dai Comitati. Un senatore, per esempio, potrebbe essere designato dagli impiantisti, uno dal Pool Sci Italia e uno dagli organizzatori delle gare di Coppa del mondo. Rappresentanti di realtà che potrebbero sentirsi coinvolte e impegnarsi nella soluzione di certi problemi, soprattutto economici, che la Federazione incontra nelle loro rispettive aree di influenza. Analogamente potrebbero essere eletti senatori pure altri personaggi di “peso”, con gli ex Presidenti Fisi senatori di diritto salvo loro rinuncia. Tutti insieme potrebbero aiutare concretamente la “navigazione” della realtà Fisi e renderla sicuramente meno esposta alle critiche ed ai sospetti.

Gli errori commessi debbono essere valutati nella dimensione dell’attualità, per considerare luci ed ombre della realtà federale del momento e operare le modifiche necessarie allo Statuto che le ha permesse. Non è possibile pensare di chiudere il contenzioso esistente e sperare, con le vecchie regole, di poter cambiare qualcosa. Bisogna convincersi che è assolutamente necessario valutare con attenzione il passato, discuterlo e proporsi con nuove leggi per governare il futuro e dare risposte convincenti alla collettività. Oggi perplessa e sballottata tra desideri, illusioni e disagi dove gli uomini dei vertici Fisi attuali l’hanno confinata stupidamente. Come hanno fatto pure scappare chi non conosceva questa realtà ma pensava di avvicinarsi ad essa per valutarla e capirla, in prospettiva di eventuali loro interessi.

Il cambiamento dovrà essere guidato e attuato con rigore ideologico e nella considerazione dei vari aspetti della realtà moderna di questo bellissimo mondo della neve e della montagna invernale. Per riuscire a risolvere soprattutto i problemi economici di base, che riguardano l’offerta di possibilità razionali capaci di soddisfare necessità e desideri della collettività. Magari discutendo e confrontando opinioni diverse, senza però agitare inutilmente l’emergenza per negare e travolgere ogni cosa.

Oggi siamo ad un passaggio molto difficile, costretti per forza tra passato e futuro. Con un sistema politico ed economico impossibilitato a risolvere i problemi attuali della Federazione. È assolutamente necessario rinnovarsi come fa la natura, che ad ogni stagione è libera di creare e proporre i suoi cambiamenti e le sue diversità. Bisogna però impegnarsi con umiltà e lavorare con idee nuove. Il voto a tutti i tesserati (espresso per posta) potrebbe, oltre a risparmiare i costi di inutili assemblee elettive, convincere i tesserati a firmare, in denuncia dei redditi, il 5 per mille alla Fisi; per i minori dovrebbe essere firmata la denuncia di famiglia. Considerando un reddito medio 20/25 mila Euro e una tassazione media di 5 mila Euro, con 200.000 tesserati (30 % i nuclei famigliari con minori), si potrebbero incassare dai 3 ai 3,5 milioni di Euro in un anno (circa 140 mila x 25).

Naturalmente questo comporterebbe anche l’impegno di offrire ai tesserati – oltre al voto e magari la possibilità di togliere dal proprio reddito il costo della tessera (comprensivo di assicurazione RC e infortuni in rispetto della legge 363) – pure qualche “benefit” di un certo interesse. Ad esempio sconto sull’acquisto di sci e abbigliamento da sci di determinati marchi; su auto di una particolare casa, sugli impianti di risalita, ecc. Cosa possibile cambiando le regole e soprattutto portando in Consiglio federale persone di spessore rappresentativo riconosciuto.

La realtà Fisi deve consentire alle società affiliate di essere ancora un’occasione che offre spazio alla realtà sportiva, alle relazioni fra gli individui e dare risposte concrete ai bisogni del singolo. Qualcuno dirà che è impensabile la detrazione fiscale del costo tessera. Ma perché? In un Paese dove esistono a centinaia le Onlus mascherate, che fanno da paravento ad attività che rendono e non pagano tasse (l’Espresso del 18 ottobre 2007, dice che ne sono state scoperte 3780) non è pensabile che lo Stato possa valutare questa opportunità? Soprattutto considerando che pratica sportiva in montagna vuol dire benessere e risparmio deciso sulle spese per la salute pubblica. Con l’aggiunta di altro risparmio con l’assicurazione infortuni e RC, che interviene direttamente in caso di eventuali infortuni, sia provocati che subiti.

Un Paese con il Centrosud che ha “sforato” di oltre 3 miliardi di euro nel settore della Sanità pubblica non può non valutare questa eventuale concessione che premia la Fisi che, oltre ad operare per l’economia della montagna, prima come volano di promozione, oggi come centro di gravità, si impegna anche per far risparmiare lo Stato sulle spese che pesano sulle finanze pubbliche. Qualcuno dirà che potrebbero pretenderlo anche le altre Federazioni, ma quali sono gli sport che, oltre ai benefici di salute, hanno portato e portano ad interessi economici come quelli del turismo e degli sport invernali sulle nostre realtà della montagna, che copre oltre il 50% del territorio nazionale?

Purtroppo lo Stato dimentica gli interessi collettivi e gestisce le risorse quasi sempre in funzione di criteri e convenienze solo politiche. Su Panorama del 20 agosto 2009, in un’intervista a Rocco Crimi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio “Più sport per tutti (e meno medicine)”. si parla soprattutto di calcio e di discipline che mirano in prevalenza all’agonismo. Si dimentica che lo sci, tra gli sport invernali, è praticato amatorialmente dai 7/8 anni agli 80 e oltre, da circa oltre due milioni di donne e uomini italiani. In una realtà che permette importanti benefici per la salute della collettività e continua a offrire importante sostegno allo sviluppo economico della montagna invernale. E sul problema assicurazione (RC e infortuni), perché – vedi Federazione tedesca – non si pensa ad una prospettiva di gestione in proprio di questi interessantissimi orizzonti?

Purtroppo manca ancora l’elemento di aggregazione e coesione per muoversi verso queste prospettive (Il Trentino?) e formare un nucleo di soggetti ben pensanti che accettino di discutere e impegnarsi in questa direzione per costruire una nuova realtà federale. Ricordando che quanti pensarono di fondarla ebbero un’idea straordinaria e un grande coraggio Purtroppo si ha l’impressione che siano imperanti il disfattismo e la poca voglia di fare che hanno lasciato spazio all’arroganza di pochi.

Per quanto mi riguarda non voglio provocare mali di testa in chi mi legge e capisco che ognuno è libero di pensarla come gli pare. Però prendo i miei rischi e insisto, perché trovo pure chi mi dà ragione e voglio aiutare a capire quello che succede e perché succede. Qualcuno capirà che è necessario agire se si vuole cambiare. Anche se i cambiamenti non sono certo nei ristretti orizzonti del mondo di oggi che più cambia e più resta uguale, sono però convinto che se è necessario accettare quello che non si può cambiare, è altrettanto necessario cambiare quello che va assolutamente cambiato.

Come lo Statuto Fisi appunto. E sono certo che esistono ancora persone che, con intelligenza, saggezza e magari un po’ di buon gusto, sanno guardare, con responsabilità, agli importanti orizzonti che abbiamo davanti a noi. Anche se l’attuale politica istituzionale ha quasi cancellato il retroterra culturale che sollecitava orgoglio dell’appartenenza.

Nella storia Fisi i tesserati, le collettività della montagna invernale e la realtà economica interessata sono accomunati dalle stesse radici. E la Federazione deve ritrovare i riconoscimenti e la sovranità che merita per poter guardare serenamente e con diritto, al futuro. Tante persone hanno lottato per i grandi ideali e la vita umana è piena pure di eroismi. La consapevolezza del grande passato istituzionale e il desiderio di trasferire qualcosa di nuovo nel futuro dell’Istituzione potrebbero essere il nuovo stimolo.

La perdita dei valori va denunciata con severità. È necessario resistere al disfattismo, alla depressione e dominare la rabbia; storia, libertà e democrazia istituzionali vanno difese. Non permetteranno soddisfazioni immediate, ma vanno assolutamente difese. La riformulazione dello Statuto potrebbe essere la “password” per aprire gli orizzonti sul futuro. Le energie di chi crede nella necessità di cambiare entrino in scena con decisione. Non c’è più tempo da perdere, bisogna mettere la parola fine su un’epoca e aprirne un’altra. La Fisi deve riconquistare valore, rilevanza e il ruolo che le compete. Traghettarla nella realtà odierna è cosa molto delicata ma possibile.

Al mio segnale scatenate l'inferno ("Il gladiatore" di R. Scott)

Modificato da - Enrico in data 03 set 2009 11:14:53
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Nonno Paquito
Sono Azzurro di Sci




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Inserito il - 03 set 2009 : 12:31:09   Permalink al post Invia a Nonno Paquito un Messaggio Privato Aggiungi Nonno Paquito alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Hola

Secondo me l'articolo è troppo lungo, al terzo parrafo cambi pagina.

Non so valutare (appunto perche al terzo parrafo mi sono stufato) se ha piu o meno ragione, solo che non credo che riesca a combinare troppo.

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truddo
Sequenza di curve di base




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Inserito il - 03 set 2009 : 15:48:08   Permalink al post Invia a truddo un Messaggio Privato Aggiungi truddo alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Sono d'accordo con il Nonno... tanta teoria, come sempre negli articoli di Baldessari. Un buon esercizio di stile ben fatto e ben strutturato. Come Enrico, poi, non sono in sintonia con il tipo di modifiche pensate...

Prego conferire...
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Enrico
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Inserito il - 03 set 2009 : 19:56:25   Permalink al post Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Infatti penso che a livello di struttura nazionale sia impensabile una elezione diretta del consiglio nazionale da parte dei tesserati. Per assicurare un adeguato livello di partecipazione che sia effettiva espressione di tutti i tesserati italiani e non solo della zona limitrofa al luogo in cui si vota, occorrerebbe una macchina organizzativa dai costi spaventosi!!

Penso che invece sia molto più utile una maggiore democraticità nell'elezione dei comitati regionali, non più espressione dei rappresentati degli sci club, ma questa volta di tutti i tesserati in modo da migliorare il rapporto fra soci ed ente regionale/provinciale saltando l'interfaccia degli sci club che spesso imbavagliano l'operato dei consiglieri, essendo questi delle loro creature.

Al mio segnale scatenate l'inferno ("Il gladiatore" di R. Scott)
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Nonno Paquito
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Inserito il - 03 set 2009 : 20:19:24   Permalink al post Invia a Nonno Paquito un Messaggio Privato Aggiungi Nonno Paquito alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Hola

Enrico io aprezzo la tua buona volontà, ma sia proporzionale o uninominale il collegio, da Giolitti gli italiani non abbiamo azzeccato un buon presidente, per tanto il problema non è quello, e se no ricorda che siamo stati capaci di votare di nuovo Coppi quando quelli della squadra nazionale non prendevano lo stipendio...

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