| Autore |
Discussione  |
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truddo
Sequenza di curve di base
 

440 Messaggi |
Inserito il - 03 set 2009 : 20:43:22
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| Credo che non sia problema di chi e come si vota, tanto la vittoria è decisa molto più in alto. Il problema grosso è che l'alto scelga un candidato valido. Coppi è stato eletto grazie a una manovra "notturna" e grazie al suo carisma ma mi chiedo chi ha voluto (con l'esperienza del comitato alpi occidentali di qualche anno prima) morzenti candidato unico. Forse per aprire la strada a qualcuno o a qualcuna dopo di lui? ai posteri l'ardua sentenza!!! |
Prego conferire... |
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truddo
Sequenza di curve di base
 

440 Messaggi |
Inserito il - 03 set 2009 : 20:45:30
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... tanto per essere chiari: fino alla sera prima Contento era tranquillamente vincente poi nella notte (grazie a un ben preciso comitato) le cose si sono ribaltate!!! p.s. e comunque: se dopo Coppi qualcuno pensava di non poter peggiorare... (e io sono tra questi, scusa ancora Enrico!!!   ) |
Prego conferire... |
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Nonno Paquito
Sono Azzurro di Sci
    
    

Estero
14013 Messaggi |
Inserito il - 03 set 2009 : 23:55:06
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| truddo ha scritto:
Credo che non sia problema di chi e come si vota...
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Hola
Scusa truddo, ma questa scusa la sento da troppi anni fa, la colpa non è mai nostra...
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truddo
Sequenza di curve di base
 

440 Messaggi |
Inserito il - 04 set 2009 : 08:11:55
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| No Nonno, mi hai frainteso: non volevo dire che non è colpa nostra intendevo che le pastette e gli inciuci vengono comunque fatti comunque si voti e che il problema è che ci deve essere un candidato valido, trasparente, disinteressato... |
Prego conferire... |
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bicco
Cristiania
  
Lombardia
689 Messaggi |
Inserito il - 04 set 2009 : 08:44:10
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| anche a me sembra improponibile far votare tutti i tesserati, ma i faccio una domanda: vi sembra concepibile che si voti prima per il nazionale poi il regionale e infine il provinciale? in questo modo votano i personaggi uscenti non sarebbe meglio far partire il rinnovo dalla base, magari eviteremmo qualche inciucio. |
simo   |
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Nonno Paquito
Sono Azzurro di Sci
    
    

Estero
14013 Messaggi |
Inserito il - 04 set 2009 : 10:13:32
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| truddo ha scritto:
No Nonno, mi hai frainteso: non volevo dire che non è colpa nostra...
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Hola
Effettivamente  
| truddo ha scritto:
... è che ci deve essere un candidato valido, trasparente, disinteressato...
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mi sembra chiedere un po troppo, io con valido e non opaco sarei piu che contento  |
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truddo
Sequenza di curve di base
 

440 Messaggi |
Inserito il - 04 set 2009 : 10:24:21
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| Ah ah ah ah ah ah... grande Nonno!!! |
Prego conferire... |
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Enrico
Conduzione
   

Campania
1276 Messaggi |
Inserito il - 04 set 2009 : 12:47:22
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| bicco ha scritto:
anche a me sembra improponibile far votare tutti i tesserati, ma i faccio una domanda: vi sembra concepibile che si voti prima per il nazionale poi il regionale e infine il provinciale? in questo modo votano i personaggi uscenti non sarebbe meglio far partire il rinnovo dalla base, magari eviteremmo qualche inciucio.
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In effetti ad oggi è così. Questo con ogni probabilità influisce notevolmente anche sul risultato locale dei comitati più importanti. Visto che ben difficilmente gli sci club appoggeranno una candidatura di segno opposto al nuovo C.F. con la prospettiva di essere danneggiati per i successivi 4 anni.
Fra le modifiche da proporre, per attuare un sistema per quanto possibile rispondente alle esigenze della base, vi è quello di anticipare il voto degli enti locali per far arrivare alla nomination nazionale l'espressione dei nuovi comitati e non di quelli uscenti. Sarebbe una proposta sicuramente lodevole e di facile applicazione. Potrebbe essere il sistema migliore per garantire un certo ricambio in alto, visto che i giochetti per gioco forza inizierebbero solamente con l'elezione dei nuovi comitati. |
Al mio segnale scatenate l'inferno ("Il gladiatore" di R. Scott)
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Enrico
Conduzione
   

Campania
1276 Messaggi |
Inserito il - 07 mag 2010 : 10:23:00
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| Rispolvero questa discussione per insistere sull'idea di far eleggere prima i comitati locali e successivamente andare in assemblea nazionale per l'elezione del Consiglio Nazionali. |
Al mio segnale scatenate l'inferno ("Il gladiatore" di R. Scott)
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truddo
Sequenza di curve di base
 

440 Messaggi |
Inserito il - 10 mag 2010 : 13:53:57
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| Pienamente d'accordo! |
Prego conferire... |
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Enrico
Conduzione
   

Campania
1276 Messaggi |
Inserito il - 11 mag 2010 : 10:07:51
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| Caro Truddo, sono veramente amareggiato. |
Al mio segnale scatenate l'inferno ("Il gladiatore" di R. Scott)
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truddo
Sequenza di curve di base
 

440 Messaggi |
Inserito il - 11 mag 2010 : 12:54:47
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| Di come è andata? O è successo altro? |
Prego conferire... |
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bicco
Cristiania
  
Lombardia
689 Messaggi |
Inserito il - 11 mag 2010 : 18:09:06
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| Andate a leggervi l'articolo su fondoitalia, da sostenitore di Morzenti lo sta già criticando. (e sono passate solo due settimane dall'elezione) |
simo   |
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truddo
Sequenza di curve di base
 

440 Messaggi |
Inserito il - 12 mag 2010 : 08:11:27
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| Caro Bicco se pensi che l'autore mesi fa attaccava duramente morzenti il quale continuava a paventare querele... beh, che muoia Sansone con tutti i filistei... (e nel frattempo i processi arrivano alla fine...). |
Prego conferire... |
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Enrico
Conduzione
   

Campania
1276 Messaggi |
Inserito il - 12 mag 2010 : 17:12:22
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Per chi non l'avesse ancora letto ecco l'articolo tratto da www.fondoitalia.it cui faceva riferimento Bicco.
TANTE PROMESSE MA NEL FONDO NON CAMBIA NULLA?
Avevamo auspicato che a prendersene la delega fosse lo stesso presidente Morzenti ma ci sono avvisaglie che si continui sulla stessa rotta: sarebbe puro masochismo
Si ritorna ad una situazione che la Fisi ha vissuto negli anni '70 faticando a uscirne. Allora a salvare la baracca fu chiamato Mario Azittà, che già aveva lanciato le Alpi Centrali; ora sembra che resti in sella chi ha già cominciato ad affossarlo.
11 MAGGIO - Domani, in Fisi, si prendono le misure del fondo e dello sci alpino in un incontro al quale il presidente Morzenti ha invitato i consiglieri federali interessati alle due discipline. Giusto per una panoramica della situazione e di quanto si intenderebbe fare per la prossima stagione che, per quanto riguarda lo sci nordico, ha come obiettivo i Mondiali di Oslo. Che arrivano subito dopo le Olimpiadi in Canada dalle quali si è tornati a casa con l’argento di Pietro Piller Cottrer nella 15 km a skating e il bronzo di Alessandro Pittin nella combinata. L’anziano che si riconferma e il “ragazzo timido che in gara diventa pitbull” come lo definì la Gazzetta sul suo sito internet. Per il resto una mezza delusione, fra uomini e donne, che a rivangarla non si fa altro che mettere il dito su una piaga difficilmente sanabile a breve termine, considerando l’età degli azzurri più titolati, le potenzialità di chi dovrebbe prendere il loro posto e la scarsità di materiale umano in grado di riportare il fondo alle vette toccate a Torino 2006. Forse, per un'inversione di tendenza, ci sarebbe solo da provare a investire su qualche giovane che ha cominciato a far intravvedere qualcosa di buono, inserendolo subito nell’ambiente della nazionale maggiore. Una mossa che avrebbe lo scopo di valutare come saprebbero affrontare responsabilità maggiori di quelle fin qui sostenute, mentre diventa imperativo ricostruire tutto il settore partendo dai Comitati e dai ragazzini più promettenti.
Per cercare di invertire la rotta è però indispensabile un atto di coraggio di cui non dispone certamente chi ha portato avanti il fondo negli ultimi 3 anni. Vegetando. E’ mancato un progetto, si è navigato a vista confidando che chi era già in ballo a Pragelato potesse ripetersi a Whistler Mountain pur con 4 anni in più sulle spalle e senza rincalzi adeguati a dar manforte. E neppure la tecnologia e quella praticaccia che altre volte si sono rivelate miracolose hanno dato una mano in questa occasione. Tanto è vero che il gruppo degli skimen è in via di smobilitazione. La sola novità, stando a voci che circolavano a Predazzo venerdì in occasione del convegno sul talento sportivo, sarebbe il trasferimento a Sappada della macchina per le impronte operativa nel laboratorio Fisi di Lago di Tesero. Per affidarla ad Aldo Fauner e Ivano Zambelli, due degli sklimen che hanno lasciato lo staff della nazionale.
Pur con il dovuto rispetto della capacità di questa coppia, è anche per evitare storture del genere che in un articolo pubblicato sulla sezione fondo si era auspicato da parte nostra che a prendere la delega del fondo fosse lo stesso Morzenti. Per un motivo semplicissimo: trattandosi di un uomo dal carattere forte e orgoglioso, che deve render conto unicamente alla propria ribadita volontà di riformare la federazione, in questo momento sarebbe l’unico che può affrontare un compito problematico per chiunque altro. Che comunque non è nuovo per la Fisi.
Per chi ha vissuto quei tempi, pare di essere tornati al dopo Sapporo 1972, quando la grande squadra di Nilsson si affossò senza trovare degni eredi di Nones, Stella, De Florian e Manfroi: oro olimpico della 30 km nella precedente Olimpiadi di Grenoble il primo, che con gli altri 3 aveva già vinto il bronzo della staffetta in un precedente Mondiale. Proprio a Oslo, nel 1966. Fu una pena anche 4 anni dopo con atleti diversi.
Ricostruire la squadra dopo che anche le Olimpiadi di Insbruck-Seefeld si rivelarono altrettanto amare, fu una missione della quale nel 1976 venne incaricato Mario Azittà, il responsabile del fondo delle Alpi Centrali, che aveva creato dal nulla perché, allora, se c’era qualche soldo andava allo sci alpino. In pochi anni lo aveva portato a dominare fra i Comitati zonali. Il suo braccio destro fu Benito Moriconi, un finanziere che gareggiava per la Legione di Como prestando contemporaneamente servizio a Bormio e che nel tempo libero faceva l’allenatore. Tanto bravo che divenne in breve l’allenatore zonale e fece decollare le Alpi Centrali che cominciarono a vincere tutto. Addirittura l’intero podio nella staffetta, i primi 5 nella gara individuale nella stagione più favorevole, quella che vide in pista la classe 1954.
Nominato direttore agonistico, incarico che avrebbe mantenuto fino al 1992, oltre a portare nel giro della nazionale allenatori che avevano ben operato con i Comitati, Azittà affiancò a Umberto Macor, rimasto allenatore della prima squadra, quei maestri dello sport che già da tempo lavoravano con la FISI, come D’Incal e Trozzi, mentre Prucker era già stato dirottato da Mismetti al biathlon. Una delle prime difficoltà affrontate fu appunto quella di ricucire le incomprensioni sorte fra i vecchi allenatori e i maestri dello sport e i diplomati Isef che avevano sicuramente maggiori conoscenze teoriche e che potevano quindi migliorare il livello qualitativo dei tecnici del fondo, che invece contavano esclusivamente su esperienze pratiche. Gran mediatore, anche con il presidente Gattai per il quale il fondo era quasi un fastidio, seppe muoversi pure con gli sponsor, tanto da acquisire alle prove nordiche circuiti come il “Saette Coca Cola” e il “Ciao Crem”, fino allora operativi con lo sci alpino, che portarono benefici finanziari e organizzativi consentendo così di incrementare il fondo giovanile.
Al quale, considerandolo il serbatoio cui attingere per il futuro, si dedicò con un interesse quasi maniacale, tanto da essere sempre presente ai campionati italiani giovanili e alle NG, lasciando che della Coppa del Mondo si occupassero gli allenatori, abitudine poi trascurata da chi l’avrebbe sostituito nel 1992 dopo le Olimpiadi di Albertville. Lui, semmai, pensava alla Coppa Kurikkala, che era l’obbiettivo principale nel primi tempi del suo mandato. Che lasciò con una grossa soddisfazione: l’aver potuto constatare che gli atleti della sua gestione hanno portato al fondo anche i loro figli. Magari non come atleti, ma come tecnici o dirigenti. Il “suo” fondo, insomma, si assicurò anche una continuità generazionale. E non è poco con i tempi che corrono.
Sapeva scegliere gli uomini e sistemarli al posto giusto. Che rispondevano creando campioni che, nel tempo, avrebbero contribuito al salto di qualità del fondo. Fra il 1978 e il 1980 con Demetrio Rela e Vincenzo Trozzi sono cresciuti Albarello, Barco, Ploner e Cocco. Non era una situazione facile per i giovani perché, come già era avvenuto per gli adulti, dalla pura tecnica si era spostato l’interesse verso la forza, con la quale si pensava di risolvere ogni problema, e a cascata erano state coinvolte in questo sistema di preparazione le squadre giovanili e quelle dei Comitati che avevano “copiato” i grandi. Su 12 allenamenti una sola uscita di corsa, che sarebbe fondamentale, poi tanta spinta con gli skiroll, pesi in palestra. Bici. Troppo divario per il fondo di allora.
In totale Rela ha lavorato 35 anni da allenatore. Con Albarello direttore agonistico, era stato contattato perché facesse il coordinatore con i comitati e il supervisore degli juniores che erano stati affidati a Runggaldier, ma l’incarico alla fine venne assunto da Guido Carli.
Dopo di lui fino al 1990 allenatore della nazionale juniores fu Benito Moriconi, affiancato da Tonino Biondini per il primo anno. Dalle loro mani uscirono Barco, Fauner, Penasa, Riva, Runggaldier, Sartor; nel ’90, ai Mondiali di Les Saisies, dove vinse Muehlegg,la squadra annoverava Maj, Pozzi, Roberto De Zolt. Passò poi alla nazionale femminile e, nel 91, ai Mondiali in Val di Fiemme, Di Centa e Belmondo conquistarono le prime medaglie.
Gli subentrò Pippo Gazzotti che, con Maranetto, dal 90 al 2002 conquistò complessivamente 23 medaglie: da loro sono passati ragazzi e ragazze che si sono fatti strada anche nella nazionale maggiore. Qualcuno, oltre alle medaglie mondiali di categoria, ha guadagnato anche medaglie olimpiche. I nomi? Di Centa, Zorzi, Schwiembacher, Carrara, Santus, Broggini, Paluselli, Saskia Santer, Longa, Follis, Costner, Kelder.
Ricordi lontani, purtroppo. Oggi ci si consola con il bronzo di Federico Pellegrino (Fiamme Oro) nello sprint degli ultimi Mondiali a Hinterzarten, dove Gaia Vuerich si piazzò al 4° posto di una finale che avrebbe poi visto le protagoniste schierate anche alle Olimpiadi. Segno che all’estero il coraggio di osare non manca. Provato in Coppa del Mondo nell’ultima trasferta al Nord, Pellegrino si è classificato 19° nello sprint di Oslo. Investire su entrambi e su Francesca Di Sopra potrebbe costituire un bel colpo anche per la nazionale maggiore. Che ha bisogno di ricambi.
Una situazione, dunque, della quale dovrà occuparsi chi prenderà in mano le redini del fondo. Il presidente Morzenti, auspichiamo, per quanto detto in apertura. Tornare al recente e purtroppo improduttivo passato sarebbe controproducente. Per il fondo letteralmente un suicidio. Da evitare ricorrendo a facce nuove. Se così non fosse sarebbe puro masochismo: come tagliarsi le palle con le proprie mani. Se si dovesse avverare una situazione del genere mi si ritroverebbe schierato per far valere le ragioni del fondo che anche da questo rinnovo del Consiglio federale esce mortificato. Avvilito dall’inefficienza già dimostrata e che verrebbe invece nuovamente premiata. Da don Chisciotte inveterato tornerei alla solita battaglia contro i mulini a vento. Ci ho fatto il callo: serve per restar giovani, almeno nello spirito. |
Modificato da - Enrico in data 12 mag 2010 17:16:01 |
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