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Enrico
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Campania


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Inserito il - 30 lug 2010 : 16:56:38   Permalink al post Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
da www.fondoitalia.it

LA DEMOCRAZIA BASE PORTANTE DI OGNI PROSPETTIVA

Ma non lo sarà, nell'attuale scenario istituzionale degli sport e del turismo invernali, finché la Fisi non si dimostrerà capace di rispondere ai bisogni delle società affiliate. Ma anche di tutti i tesserati che non hanno la minima voce nel capitolo delle scelte

A meno di modifiche statutarie, il popolo sovrano era e resta sempre un optional

Voto da concedere a tutti i tesserati perché sia espressione di tutta la realtà federale

di Claudio Baldessari

In democrazia il popolo è sovrano; la regola irrinunciabile una sola e molto semplice: un voto a testa. La libertà personale deve cessare esattamente dove incomincia quella degli altri. Di tutti gli altri e ognuno deve essere libero di pensare, scegliere e votare secondo coscienza. Chi governa deve farlo con il consenso e l’aiuto di tutti.

Purtroppo, a parte le disquisizioni ed i commenti sul concetto di democrazia, nell’attualità ogni giornata sotto il cielo del Bel Paese pare scandita da rapporti sociali e politici che sembrano addirittura «inconfessabili», come ha scritto Giorgio Bocca su “L’espresso” dell’aprile scorso. Paese dei «senza vergogna» secondo Marco Travaglio.

Così, pure negli orizzonti attuali dello scenario istituzionale degli sport e del turismo invernali, alla faccia del popolo sovrano le cose, purtroppo, sono decisamente imbrogliate. Il popolo – cioè i tesserati – sovrano non lo è mai stato. Molto scarsa la mancanza di leadership nei vari vertici e solo una minoranza di poco spessore detta legge per tutti. Anche se non mancano affatto i benpensanti che dicono sia assolutamente necessario cambiare e propongono di fare appello alla ragione prima che sia troppo tardi.

Ma per fare questo è indispensabile che quanti hanno responsabilità politiche e di vertice nel mondo italiano dello sport assumano per primi, anche nel proprio interesse, le decisioni necessarie più opportune. Soprattutto con modifiche statutarie, perché le norme attuali non sono di certo modello di vera democrazia.

Il voto deve essere espressione di tutta la realtà federale e per questo concesso a tutti i tesserati. Che possono esprimerlo semplicemente a mezzo posta e così risparmiare i costi di inutili e discutibili assemblee elettive. La tessera sociale dovrebbe comprendere assicurazione RC e infortuni, unica per tutti, secondo accordi diretti tra FISI e Associazione Italiana Assicuratori. Il costo della tessera (poche decine di euro) dovrebbe essere detraibile in denuncia dei redditi. Che sarebbe un vero, importante e concreto aiuto al mondo di uno sport vero, che promuove di certo salite e benessere.

Sono molti quelli che hanno messo le mani sulla realtà sportiva in tutti i sensi, pochi però sono quelli in grado di comprendere e valutare certe cose. Come pochi sono in grado di capire che sport – quello praticato non quello urlato allo stadio del calcio – vuol dire salute, benessere e, contemporaneamente, soprattutto gli sport invernali, volano di spinta di interessi economici decisamente importanti per intere realtà del nostro Paese. Oltre che, per chi si mantiene in salute, cospicuo alleggerimento per lo Stato in termini di spesa per la Sanità pubblica; cosa di certo da non sottovalutare.

Ma anche nelle istituzioni sportive si sono infiltrati, in tutti gli schieramenti, pure personaggi poco affidabili, arruffoni, pasticcioni e non di rado anche pericolosi. Personaggi forse frustrati dalla mancata realizzazione di se stessi cercano spazio offrendo il loro impegno; ma appena hanno conquistato un po’ di potere ne approfittano con ogni mezzo disponibile. E sono convinti che il più forte e più ambizioso debba prevalere sul più debole. Per questo la loro selezione, prima delle elezioni, deve essere valutata con opportuni strumenti e molta attenzione.

Il mondo degli sport e del turismo invernali, che la Federazione ha proposto, lanciato e oggi ancora sostiene con persone entusiaste di fare qualcosa per la collettività, oltre a salvare la nostra montagna e proporre benessere e salute nella collettività, ha generato enormi interessi economici. Dei quali la Fisi continua ad essere volano di spinta e, con gli atleti azzurri, immagine della montagna invernale italiana nel mondo. Però non è mai considerata come “azionista” (magari di minoranza) che in questa realtà abbia pure qualche merito concreto. Anzi, se sbaglia in qualcosa viene subito colpevolizzata, sbeffeggiata, penalizzata, svillaneggiata e messa da parte. Molto spesso addirittura ignorata, per colpe attribuibili a non pochi degli uomini che oggi, pur senza grandi meriti, hanno in mano il potere istituzionale.

Perché nelle non poche occasioni annuali d’incontro tra operatori della neve (impiantisti, maestri di sci, direttori di stazioni invernali, Enti militari impegnanti nella sicurezza sulle piste di sci, con istituzioni, enti e uffici operanti nella realtà turistica) la Fisi non sempre è partecipe o almeno invitata ? Di certo impegnativa e delicata la risposta a questo interrogativo, anche se facilmente intuibile.

Una cosa che non dovrebbe essere assolutamente dimenticata è che quanti s’impegnano in funzioni istituzionali debbono essere uomini di assoluta onestà, serietà e rigore morale. Purtroppo anche nelle istituzioni sportive non mancano i politici riciclati, i burocrati incompetenti. Chi ne approfitta o sbaglia per colpe o perché usa l’immagine del dirigente sportivo per scopi impropri dovrebbe essere tolto di mezzo e lasciato al suo destino. Le mele ammaccate sono molto pericolose perché guastano pure quelle sane che le stanno vicino.

E ammaccatura è pure il sospetto, ed anche se fino a condanna è giusto presupporre l’innocenza, la verità non può avere i tempi lunghi della nostra giustizia; lungaggini che aggiungono ingiustizia a ingiustizia. Qualcuno però ha scritto che «L’uomo sopporta i sospetti così poco come la velina sopporta la pioggia». Accettare il chiacchiericcio che oggi accompagna inesorabile certe vicende della presidenza Fisi è decisamente difficile. Meglio sarebbe stato qualche intervento con funzione di pura sospensione cautelativa. Avrebbe avuto almeno efficacia morale. Taluni comportamenti, anche se dubbi, dovrebbero essere sempre e comunque sanzionati; almeno in forma cautelativa.

A differenza del processo penale, dove nessuno è colpevole fino a sentenza, nella sanzione disciplinare – come la sospensione – vale il principio della immediata esecutività. Non c’è una norma precisa ma lo fanno pensare i principi generali dell’ordinamento giuridico e la giurisprudenza in proposito è quasi certa. Così ha fatto, giustamente, la Guardia di Finanza con il proprio ufficiale.

Viviamo un passaggio d’epoca molto difficile, sotto tutti gli aspetti, e la realtà sociale ha maggiore bisogno di essere sostenuta e aiutata. Soprattutto perché molto spesso l’uomo di oggi rinuncia al pensiero e per questo ha assoluta necessità d’aiuto, assistenza e sostegno da parte delle istituzioni che hanno una storia che nessuno può fingere di non conoscere. Perché equivarrebbe a non avere assolutamente coscienza, cioè – come ha ricordato Pirandello – «essere incapaci di avere gli altri dentro di sé». Cosa gravissima in termini sociali, soprattutto per quanti dicono di volersi impegnare per la collettività.

Ma quanti pensano oggi a queste cose quando sono attivi operativamente in qualche istituzione? Non poche persone hanno comportamenti che mettono in forse la credibilità attuale della Federazione Italiana Sport Invernali. Anche se, almeno da parte di alcuni benpensanti, c’è ancora voglia di cambiamento per creare nuovi circuiti di solidarietà tra i vari interessi in campo. Oggi gli orizzonti complessivi del mondo stanno cambiando. E lo scontro è aperto tra chi ha vissuto e vive di consumismo e prevaricazione e chi invece li rifiuta. Secondo gli esperti il mondo futuro raggiungerà il suo equilibrio perché la produzione e l’offerta saranno finalmente basate esclusivamente sulla domanda, non sulle forzature dissennate di un’offerta senza regole e senza limiti. Anche in termini di pratica sportiva, salute e benessere per tutti.

In queste prospettive la Federazione Italiana Sport Invernali deve, oltre a rivolgere particolari attenzioni e sostegno a quanti sono impegnati nell’attività agonistica e fanno indiscutibile immagine per l’importante realtà economica della nostra montagna, tornare pure alla sua funzione originaria. Cioè quella di Istituzione sportiva capace di rispondere ai bisogni delle società affiliate e di tutti i tesserati, anche quelli che hanno risorse economiche limitate. Per dare soprattutto risposte concrete sia alle necessità degli affiliati ma anche a quelle di quanti sono semplici appassionati e quindi potenziali tesserandi. Combattendo contro i pericolosi orizzonti consumistici, che considerano chi pratica sport solo come consumatore di prospettive o bisogni molto spesso creati e proposti solo per fare business.

Attualmente i vertici del mondo federale italiano della neve affermano di avere risolto numerosi problemi compresi quelli economici che lo affliggevano; peccato che qualcuno dica esattamente il contrario e lo abbia dimostrato con documenti e cifre alla mano. Ma, come dice il vecchio adagio «non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire» così tutto procede come da vecchio copione, il Presidente federale è stato rieletto (anche se per pochi voti), e conferma che i conti sono a posto.

Mentre il Paese cerca di rivedere stipendi e prebende per proporre qualche risparmio. In casa Coni, come si è letto su L’Espresso del 17 giugno scorso, il signor presidente Gianni Petrucci percepisce un doppio stipendio (come P.te Coni e come P.te della Coni Servizi). Una cifra complessiva ammontante a ben 403 mila Euro l’anno; l’equivalente di 806 milioni di vecchie lire (oltre 67 milioni di lire mensili). Però per le Federazioni i mezzi economici sono sempre carenti. E mancano pure per pagare il dovuto ai professionisti che s’impegnano a tempo pieno in qualche importante realtà federale.

Ma la realtà è come le medaglie che hanno sempre due facce. Quella che si vede è bella e luccicante, sembra quasi perfetta; quella nascosta non si sa. Vederla è cosa riservata a pochi, che la fanno ovviamente coniare come loro fa comodo.

Al mio segnale scatenate l'inferno ("Il gladiatore" di R. Scott)
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Enrico
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Inserito il - 02 set 2010 : 18:12:56   Permalink al post Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Da www.fondoitalia.it
di Claudio Baldessari una nuova pubblica fustigazione del vertice federale sulla presunta riorganizzazione del settore Sci Nordico.
Continua la filippica dell'autore sulle inadempienze post elettorali del Presidente circa quanto ventilato in campagna elettorale ed al momento non mantenuto.
Buona lettura

NON E' CON LE CHIACCHIERE CHE SI IMPARA IL CLASSICO

A Sappada, in una conferenza stampa, Morzenti e Fauner spiegano la linea strategica su cui si punta per ridurre il gap più che decennale in questa tecnica

Ma più che tecnico, è un problema di "manico": la squadra è sempre più vecchia e alla testa del fondo restano gli stessi che l'hanno fatto naufragare alle Olimpiadi

Le promesse rinnegate dal presidente della Fisi: altro che rifacimento dalle radici....


Sappada (Belluno), 4 agosto 2010 – Progetto Giovani, tecnica classica e scuola. Sono questi i temi affrontati nell’incontro con la stampa dal presidente federale della Fisi, Giovanni Morzenti, che questa mattina a Sappada ha incontrato le nazionali di Coppa del Mondo e Sprint che in questi giorni stanno trascorrendo un periodo di preparazione proprio nella località bellunese. Con il presidente Fisi erano presenti anche il consigliere federale, con delega allo sci di fondo Guido Carli, il direttore agonistico Silvio Fauner, e i presidenti dei comitati regionali Fisi del Veneto, Roberto Bortoluzzi, e del Friuli Venezia Giulia, Manuele Ferrari.

Morzenti ha ribadito la linea strategica per il prossimo quadriennio che il consiglio federale ha definito per lo sci di fondo, vale a dire il massiccio investimento di risorse, economiche e tecniche, relativamente al settore giovanile. «Il lavoro intrapreso è finalizzato a ricostruire la capacità dei nostri atleti di essere protagonisti in tecnica classica. In tal senso il consiglio federale ha già definito e assicurato la necessaria copertura per sostenere questo impegno, sia relativamente alla squadre nazionali che relativamente al Progetto Giovani, iniziativa che mira a ridurre il gap di almeno 10-15 anni che il fondo italiano ha accumulato rispetto agli altri paesi».

Il Progetto Giovani è stato illustrato, nei suoi contenuti e nelle sua finalità, dal direttore agonistico. «L’iniziativa interessa le migliori realtà locali tra i 14 e i 18 anni - ha affermato Silvio Fauner. L’obiettivo è quello di creare un collegamento, quanto mai necessario, che unisca sci club, comitati regionali e squadre nazionali. Solo un’uniformità di contenuti tecnici a tutti i livelli garantirà un futuro di eccellenza al movimento dello sci di fondo azzurro».

Fauner ha parlato anche della prossima stagione agonistica che, per quanto riguarda le squadre maggiori, sarà incentrata sui mondiali norvegesi. ««Sia le squadre femminili (impegnate in questi giorni a Frassinoro, sull’Appennino modenese ndr) che quella maschili stanno lavorando bene. Guardiamo al 2010-2011 con ottimismo. L’obiettivo sono naturalmente i Mondiali che, vista la località di svolgimento, Oslo, saranno una seconda Olimpiade».

Il consigliere Guido Carli ha confermato come il Consiglio federale abbia previsto la copertura per la prossima stagione che vede nei Mondiali norvegesi il punto di arrivo di una stagione per la quale il lavoro impostato è portato avanti in maniera puntuale.

Durante l’incontro si è parlato anche di scuola. Nei giorni scorsi il presidente Morzenti ha siglato un accordo con il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, che prevede di non penalizzare dal punto di vista scolastico gli atleti che partecipano all’attività agonistica federale, un accordo che si inserisce in quella linea del superamento del dualismo sport-scuola che la Fisi sta portando avanti da tempo.
Ufficio Stampa

TI - Comunicazione info@ti-comunicazione.com + 39.347.1651930

Il comunicato stampa è di Ilario Tancon, un giornalista obiettivo, abituato a riferire quello che sente. Uno al di sopra di ogni sospetto, che non può essere certo accusato di travisare i fatti. Le dichiarazioni del presidente Morzenti e del DT Fauner vanno quindi prese per oro colato. Il che significa che bisogna credere che la Fisi ha fatto di tutto per mettere i suoi atleti in condizione di esprimersi al meglio specialmente per quanto riguarda il settore giovanile che, finalmente, dopo essere stato nel limbo per 10-15 anni, nella tecnica classica può finalmente puntare a ridurre il gap che lo divide dai pari età delle altre nazioni.

Quanto alla squadra maggiore, ha precisato Fauner (nella foto fra Di Centa e Piller Cottrer) , può guardare alla prossima stagione con ottimismo. Oslo, che è il massimo santuario del fondo, sul piano dell’importanza sarà come una seconda Olimpiade. Non riusciamo a capire come si possa essere tanto ottimisti. considerando i risultati di Vancouver e il fatto che la squadra sarà più o meno la stessa, per di più invecchiata di un anno per quanto riguarda i nostri atleti migliori, e anche la più anziana anche come età media. Ci si permetta quindi di dubitarne. Difetta di credibilità.

Gianfranco Pizio, al suo ritorno nella squadra azzurra, settore maschile questa volta, avrà le sue gatte da pelare. Specialmente per quanto riguarda la tecnica classica nella quale, messi tutti insieme, i maschi non hanno collezionato più di un centinaio di punti nel circuito dell’ultima Coppa. Unica eccezione la mass start di Rogla dove c'era un freddo polare e neve dura e si è arrivati in volata. Nel recente passato non avevano fatto tanto meglio. E come si cerca di rimediare? Invece che essere realisti si vende fumo che si fa passare per programmazione mirata.

Non c’è da meravigliarsi, del resto: non per niente da tempo rifiuto qualsiasi contatto con Fauner poiché sono stanco di sentirmi raccontare balle. Ho già detto, e lo ribadisco, che non è all’altezza del ruolo di cui è stato investito. A cominciare da un minimo di carisma e di fantasia, gli mancano tutti i presupposti per essere un buon direttore tecnico. L’hanno messo sul piedistallo senza gavetta, ed è affondato. Lo hanno tenuto a galla non si sa per quali misteri. Non ha esperienza né conoscenze teoriche né pratiche sul piano tecnico, che non si acquistano al supermercato ma maturano negli anni e non in un corso per maestro di sci. Gli è mancata la balia che lo svezzasse e lo accompagnasse nei primi passi: doveva essere Dario D’Incal, ma si dimise dopo poche settimane.

Autodidatta, dunque, che non è un male ma pur sempre un grosso limite. Però, come è capitato a me nel giornalismo e anche nel fondo, per rubare i segreti di un mestiere che nessuno ti insegna ci vuole tempo, passione, umiltà e capacità di mandar giù anche i rospi; lui, invece, è presuntuoso, ha avuto fretta ed è passato dall'altra parte della cattedra senza la propedeutica precedente.

Come ha dimostrato anche Maradona ai Mondiali di calcio, raramente un grande campione diventa un grande tecnico. Il suo caso è identico. Ma qualcuno che adesso anche nella conferenza stampa di Sappada ha vantato la propria strategia dovrà pure prendersi la responsabilità di avergli affidato questo incarico destinato ad un ulteriore fallimento e pagare l'eventuale errore senza addossarlo ad altri come si è fatto con il siluramento di Marco Selle…. Che non aveva colpe ed è stato il solo allenatore vincente. Ragionava in proprio e, forse, disturbava il manovratore.

E questo qualcuno è proprio Morzenti il quale, subito dopo le Olimpiadi e fino al momento dell’Assemblea elettiva di Torino che lo avrebbe confermato presidente, aveva sostenuto che bisognava rifare il fondo dalle radici. Tanto è vero che aveva incaricato Moriconi di predisporre un progetto adeguato e richiesto la collaborazione di gente di esperienza. Anche del sottoscritto che, credendo a questa sua voglia di innovazione, ne aveva appoggiato la campagna elettorale prima di tutto perché Ghilardi, il suo avversario, avrebbe significato la continuità della presenza di personaggi che al fondo d'elite hanno fatto solo danni. Era il male minore.

Anzi: sostenendo la necessità che il fondo necessitasse di una persona forte al comando, come ritenevo Morzenti, avevo addirittura lanciato l’idea che fosse lo stesso presidente a prenderne delega e responsabilità, che ha invece lasciato a Guido Carli. Che è veneto come Fauner e Bortoluzzi il suo stratega e presidente di quel Comitato che ha tirato i fili della campagna elettorale ed è poi stato ricompensato nell’assegnazione degli incarichi.

Sono stato preso per il c**o e questo evidentemente mi scoccia, ma a bruciare di più è stata la vantata lealtà di propositi, rinnegati poi nei fatti, che era stata avanzata in un incontro preliminare da lui richiesto espressamente proprio tramite Bortoluzzi e avvenuto in un suo ufficio privato a Milano. E fra i buoni propositi c’era quel gruppo di lavoro che doveva sovrintendere a tutta l’operazione, poi ridotto a seminario indicativo che si sarebbe dovuto tenere subito dopo l’elezione e successivamente posposto al 21 luglio e infine accantonato perché i giochi erano già stati fatti prima.

Di buone intenzioni è evidentemente lastricata la strada che porta all’inferno, acclarata in questo caso dalla constatazione, sul campo, che la prospettata restaurazione non era altro che il classico specchietto che si usa per le allodole. E cioè attirare con promesse gente che poteva mettere a repentaglio la rielezione, o mandare allo sbaraglio Moriconi abbattuto dal fuoco amico. Effetto voluto, non collaterale. Ci siamo cascati come polli.

Quanto a Fauner c’è da aggiungere che un buon capo dimostra di essere tale se sa circondarsi di gente valida: non credo che lo sia chi gestisce il programma “Pianeta Giovani”. Ne ho già ripetutamente spiegato i motivi ed è inutile ripeterli. La prospettata uniformità di contenuti tecnici a tutti i livelli è fondamentale e indispensabile: ma chi è capace di metterla in atto? Ploner e compagnia forse?

Ho buttato il sasso senza nascondere la mano perché convinto di ciò che affermo. Adesso mi limito ad aspettarli alla prova, in particolare per quanto riguarda la tecnica classica, questione che però non tocca solo i giovani ma tutte le squadre nazionali. Un problema che ci accomuna ai francesi, che sono i soli, con gli italiani, ad essere rimasti al palo e a naufragare quando ci si trova di fronte a quelle condizioni ambientali tipicamente scandinave, che si ritroveranno probabilmente a Oslo 2011: neve cadente, senza coesione quando l’umidità è al massimo, sciolina adeguata e ridotta al minimo, binari volatili sui quali bisogna saper far correre gli sci mantenendo la direzione e spingendo di braccia per non farli affondare.

Gli scandinavi (nella foto il gruppo norvegese) ci sono abituati e raramente falliscono, ma anche canadesi, kazaki, russi e tedeschi hanno saputo adattare la tecnica individuale e la preparazione dei materiali, ma ancor più la loro scelta. Sono forse dei fenomeni o usano maggior raziocinio? Gli azzurri, invece, fanno naufragio semplicemente perché alle nostre quote quelle condizioni si verificano raramente e quando ci sono non vengono testate. Neppure sui ghiacciai quando sarebbe il momento. Inoltre antepongono la tenuta allo scorrimento invece che cercare un giusto compromesso e non certo perché gli skimen non conoscono il loro mestiere. Se hanno una colpa è quella di adeguarsi alle richieste degli atleti e di metterci la propria faccia quando quelli vanno male e si guardano bene dal riconoscere i propri errori.

Skimen che per di più mancano di una direzione tecnica per il semplice fatto che Fauner in questi 3 anni non è stato capace di trovarla e hanno sicuramente minor esperienza di certi colleghi norvegesi che sono nel giro della nazionale da una trentina d’anni e possono trovare una grande collaborazione dalla Swix, che ha tutto l’interesse a privilegiare i connazionali.

Anche per questo avevo prospettato l’idea di ricorrere ad un “capo” norvegese, come hanno fatto gli svizzeri con il minore dei fratelli Aukland come allenatore: il salto di qualità di Cologna & C lo sta a dimostrare. Mentre noi continuiamo sulla strada della perdizione. Purtroppo anche nelle scelte degli skimen per le varie squadre: è diventata ormai una barzelletta.

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brunodalla
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Inserito il - 02 set 2010 : 18:25:17   Permalink al post  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di brunodalla Invia a brunodalla un Messaggio Privato Aggiungi brunodalla alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
orca, duretto con fauner, con morzenti non ne parliamo, ma duro con tutto il fondo italiano in generale.

brunodalla
da oggi 20/01/2010 tutti i miei interventi come moderatore saranno contrassegnati da questo colore

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Enrico
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Campania


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Inserito il - 03 set 2010 : 09:28:53   Permalink al post Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Visti i risultati alle scorse olimpiadi forse ha qualche motivo per dolersene.
Diciamo che fatti salvi i risultati di Razzo Cottrer e Shnarf (che secondo il presidente non doveva nemmeno partire per fare posto ad un altra atleta di altra disciplina), la spedizione FISI in Canada è stata molto deludente.

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Enrico
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Campania


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Inserito il - 06 set 2010 : 17:45:39   Permalink al post Invia a Enrico un Messaggio Privato Aggiungi Enrico alla tua lista di amici  Rispondi Quotando
Giovanni Morzenti, una gaffe da medaglia d'oro

Il giornalista del Corriere della Sera Flavio Vanetti, inviato a Vancouver, racconta l'incredibile gaffe che ha visto protagonista il presidente della Fisi, il bergamasco Giovanni Morzenti.

Tratto dal Corriere della Sera

Il pozzo del peggio, si sa, non conosce mai il fondo. Ce lo spiegano Carolina Kostner (Voto: -45, il grandissimo e rovinoso freddo), le gigantiste (Voto collettivo: 3; per il dettaglio, si veda più avanti), ce lo sottolinea la staffetta femminile del fondo, ce lo ricorda insomma tutto il clima "pompeiano" (cfr. l'eruzione del Vesuvio del 79 d.c.) che sta avvolgendo la missione olimpica italiana. Però, udite udite, una medaglia d'oro l'abbiamo finalmente centrata. Gold medal and olympic champion, representing Italy: Giovanni Morzenti, presidente della Fisi. In quale disciplina: la gaffe. Speciale e gigante, qui le specialità sono unite. Tutto accade al parterre del fondo. Morzenti alla moglie, vedendo avvicinarsi Mario Pescante: "Cara, ti presento l'onorevole Carraro". E Pescante: "Piacere, Petrucci". Voto a Pescante: 10 con lode. Voto a Morzenti: ci pare di sparare sulla Croce Rossa. E ora, avanti con altri "studenti"...

"Much" Mair - Grande ex discesista azzurro, personaggio simpaticissimo. Ma qui fa il c.t. e dovrà fornire solide giustificazioni (il suo collega maschile in fondo l'ha già fatto) per certe controprestazioni. Di sicuro non è sufficiente dire: "L'importante adesso è mantenere la serenità". Essendo golfista, ha evidentemente imparato a misurare le emozioni. Ma non è che ne faccia troppo, di golf? Voto: 4

Manuela Moelgg - Dopo aver continuato a dire che la neve di Whistler non fa per lei, ha scoperto che... è vero. Per il podio sarebbe servita un'impresa, ma intanto la medaglia se l'è fumata al di là di ogni ragionevole dubbio. Voto: 5

Denise Karbon - Piange il cuore dirlo, ma la Denise cannibale del 2008 è svampata. Sbaglia come i comuni mortali, ma fin qui passi. Il guaio è che ormai sbaglia molto spesso. Una manche orgogliosa, la seconda, non la salva. Voto: 5,

Nicole Gius - Aurea mediocritas per tutto il gigante. Però diceva che la squadra aveva un portafortuna: il presidente Morzenti. Ahia, qui si mette male con la pagella. Voto: 2

Federica Brignone - Ama frasi colorite, che fanno inorridire i poveri commentatori di Sky (sono in diretta, non possono tagliare), però quando c'è da dire qualcosa lo dice senza peli sulla lunga. Ha fatto un'autocritica simile a un'autoflagellazione - tanto di cappello -, lasciando di stucco perfino i giornalisti e mamma Ninna Quario. Alla quale ha negato un bacetto perché, appunto, "adesso sei una giornalista". Voto dettagliato: 4 alle frasi; 8 all'autocritica, 5 alla durezza con la mamma

Sabina Valbusa - Purtroppo ha sulla coscienza il "legno" della staffetta di fondo. Voto: 5

La pista di bob - Se non fosse che c'è stato il morto (il georgiano dello slittino), verrebbe da dire che è l'ideale per il circo. Nel bob ci sono stati almeno dieci cappottamenti. L'ultimo ha coinvolto due tedesche: le hanno tirate fuori senza danni (per fortuna), ma era come se avessero visto gli alieni. Voto (al progettista): zero. Ma chi gli ha dato la patente?

Gaia Bassani Antivari - Tra coloro che incarnano il più puro spirito olimpico, cioè i peones che scendono prima di tutto per esserci, non poteva mancare l'italiana che aveva già gareggiato per Grenada. Stavolta è diventata... azera. Con residenza, dicono le guide ufficiali, a Baku, anche se lei vive a Milano. Però il merito di Gaia è di aver gareggiato con due legamenti (crociato e collaterale) di un ginocchio saltati. "Me li sono rotti il 16 febbraio in allenamento". Ha stretto i denti e ha concluso la sua prova. "Adesso rientro e devo farmi operare". Voto: 9

Modificato da - Enrico in data 06 set 2010 17:47:50
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